domenica 29 aprile 2018

Hayley Mills

Hayley Mills


A proposito di Hayley Mills... l'adoro! Sono cresciuta con i suoi film! Perché questa attrice inglese, nata a Londra, già da un padre attore, John Mills, il 18 aprile del 1946, è la versione maschile di Dean Jones.


Mi spiego meglio: come lui, Hayley ha lavorato tantissimo con Walt Disney. Lei addirittura in tutte le fasi della sua vita.
Da bambina, in un ruolo già abbastanza drammatico in "Pollyanna" accanto a Jane Wyman e Richard Egan.
Da adolescente, in pellicole intramontabili come "Un cowboy col velo da sposa" (dove si sdoppia in gemella) accanto a Brian Keith e Maureen O'Hara. O anche "Magia d'estate" al fianco di Dorothy McGuire e "I figli del capitano Grant", con Maurice Chevalier.


In questo periodo, però, affronta anche un ruolo assai drammatico e un po' noir, che la trasforma nella giovane problematica ne "Il giardino di gesso"al fianco di una già matura Deborah Kerr.
Per essere poi pressappoco ventenne in "FBI operazione gatto". Qui il papà di Topolino e Paperino ha voluto affiancarla all'altro purosangue della sua scuderia, Dean Jones. Ma c'è anche Dorothy Provine e Elsa Lanchester.


Continua nei sequel delle gemelle Sharon e Susan già da adulta, negli anni '90, quando già il buon Walt non c'è più. I film sono "Trappola per genitori" accanto a Tom Skerritt, "Una trappola per Jeffrey" e "Trappola per genitori alle Hawaii" al fianco di Barry Bostwick e le trigemini Creel.


Si è sposata, ha avuto dei figli, tuttora penso si sia ritirata dalle scene, ma per noi resta indelebile la sua espressione da perenne ragazza, con l'aria simpatica, un po' birichina, ma anche comica all'occorrenza e estremamente ribelle in altre. Oppure molto saggia poi una volta in età matura.
Insomma, lei è sempre la mitica Hayley di Walt Disney, dalle mille espressioni e dalla luce così luminosa della sua stella, che tutti noi l'abbiamo vista almeno una volta e non ce la dimentichiamo.







venerdì 27 aprile 2018

Maurice Chevalier

Maurice Chevalier




Nato a Parigi il 12 settembre 1888, trovandosi sulla stessa lunghezza d'onda con Stan Laurel per genere di arte, Maurice Chevalier è un attore, straordinario comico, cabarettista e cantante francese. Negli anni'30 già giro' una versione de "La vedova allegra". E poi "Gigi" accanto a Louis Jourdain e Leslie Caron, della regia di Vincente Minnelli, che malgrado il cast principale sia interamente francese, dirige questo musical in inglese.
Possiamo apprezzare Maurice Chevalier nella Hollywood degli anni'40 nel ruolo del padre investigatore di una giovanissima Audrey Hepburn in "Arianna", dove recita anche Gary Cooper.


Sarà ancora accanto a Louis Jourdain in un altro musical, "Can Can" dove recitano anche Shirley McLaine e Frank Sinatra.
E poi con Sophia Loren e John Gavin in "Olympia", dove interpreta il ruolo del principe Filippo, padre della principessa Olympia (la Loren), la quale si innamora di un uomo comune, nella Vienna di fine'800. Compare persino Angela Lansbury.


Canta lui la sigla de "Gli Aristogatti" di Walt Disney e quando lo vedo in film come "Vorrei non essere ricca" accanto a Sandra Dee o ne "I figli del capitano Grant" di Walt Disney, dal romanzo di Jules Verne, al fianco di Hayley Mills... mi fa sempre ridere!
Si spegne a Parigi nel 1972, ma credo sia il più grande comico francese di tutti tempi!

domenica 22 aprile 2018

Doris Day

Doris Day



Delle stelle elencate finora, Doris Day è la prima ancora viva.
Eclettica, solare, lei è una delle mie preferite!



Di origine tedesca, ma nata a Cincinnati, in Ohio, il 3 aprile 1922, Doris Mary Anne Kappelhoff, diventa per noi tutti Doris Day per far carriera come cantante, dapprima e come attrice poi, permettendole di recitare in vari musical.
Proprio per il suo brio e la sua frizzante versatilità viene utilizzata sia per i ruoli drammatici che per quelli da comedy, in cui sa mettere in risalto la sua verve comica con espressioni totalmente esilaranti.



Cito per esempio alcune pellicole da attrice drammatica e di suspence: "Julie- Salva la tua vita" accanto a quel bel pezzo d'uomo di Louis Jourdain e Barry Sullivan, uno degli antenati dei film in cui moglie deve scappare dal marito, scoperto come psicolabile e iper geloso.
Oppure "Il merletto di mezzanotte" altro thriller con accanto Rex Harrison, John Gavin e Myrna Loy. Film parecchio gustoso di lei, donna ricca, americana, felicemente sposata con un inglese (Rex Harrison), nella Londra degli anni cinquanta, che riceve improvvisamente, in continuazione minacce di morte al telefono da una voce in farsetto. E deve essere creduta da chi la circonda, perché inizia poi ad essere presa per visionaria. Anche qui, finale a sorpresa.
Alla fine, trova posto tra le bionde di Hitchcock, accanto a James Stewart in "L'uomo che sapeva troppo", dove lei canta la famosa:"Che sarà, sarà...". È un film che il mitico maestro del brivido ha girato due volte: la prima in bianco e nero con Peter Lorre e poi questo remake.


Come spiegavo prima, però, l'abilità di Doris nella settima arte non sta solo nei ruoli drammatici. La sua verve brillante e vulcanica le permette di accedere a ruoli in commedie, come nel bianco e nero:"10 in amore" accanto a un già maturo Clark Gable e a Gig Young.


Arriva per lei, quindi, l'incontro con il suo partner ideale: Rock Hudson, con cui si perpetua una bella amicizia. Il primo  film appunto è "Il letto racconta", seguito da "Amore ritorna" e "Non mandarmi fiori", con l'importante partecipazione del comico Tony Randall.
Ritrova Gig Young in "Il visone sulla pelle", in cui affianca un altro pezzo d'uomo come Cary Grant. E qui citiamo un buffo cammeo di John Austin (rammentate Gomez Addams, vero? Ma quello originale!)
Interpreta poi il remake di " La mia moglie preferita" nella parte che era stata all'epoca di Irene Dunn, ossia della moglie naufraga e rediviva e suo partner c'è James Garner nella parte che fu di Cary Grant.
Per recitare ancora accanto a Garner in "Quel certo non so che".


Stanca, però, dei ruoli un po' sdolcinati da "moglie d'America", si candida per il ruolo da protagonista nel western: "La donna del West", dove interpreta una madre, uscita di prigione per aver ucciso il marito per legittima difesa, dato che lui era un uomo violento, che per riscattarsi agli occhi del figlio, in affido al nonno, decide di mettere su un gregge di pecore e svolgere un lavoro da uomini: l'allevatrice di bestiame. Avrà molti bastoni tra le ruote dai cowboy del luogo, che vedono le sue pecore un minaccioso impiccio per le loro mandrie di mucche.
Interpreta altri western, tra cui la parte di Calamity Jane e anche un secondo film con James Stewart, però in una commedia.


Si ritira dalle scene con la sua solita classe, quando è lei che decide di andare in pensione.


A tutt'oggi vive, plurinovantenne, in un ranch in California e si batte per i diritti degli animali.
Già solo per questo merita un posto tra le stelle, ma per me è già mitica per essere sempre la vulcanica Doris!

giovedì 12 aprile 2018

Rock Hudson

Rock Hudson


Bello come il sole, alto e estremamente carismatico e affascinante, Rock Hudson ha tutto ciò che si possa desiderare. Eppure, trascorre tutta la sua vita a dover combattere contro l'opinione pubblica e il falso perbenismo. A dover nascondere la propria natura omosessuale soltanto per la mentalità ottusa dell'epoca. Questo lo rende ai miei occhi una vittima del mondo e nutro per lui una sincera tenerezza.


Roy Sherer nasce nell'Illinois, a Winnetka, il 17 novembre 1925.
Quando i suoi si separano, cresce con la madre e un patrigno che lo picchia ogni qualvolta il piccolo Roy esprime il desiderio di diventare attore.
È un bambino molto sensibile, infatti, ma non compreso.


Fortunatamente la sua evidente avvenenza, da adulto viene notata. Gli viene pagato un corso di recitazione e gli viene scelto un nuovo nome: Rock in onore dell'uccello rapace e Hudson in onore del fiume che bagna New York.
La sua prima partner, dopo piccole parti in vari western, è sempre in un film di questo tipo ed è Julie Adams. S'intitola:" Il diario di un condannato" ed è già una prova molto audace per Rock, che interpreta il ruolo di un uomo che, per aver ucciso per legittima difesa, viene tacciato come fuorilegge e diventa un latitante, aiutato da un'entreneuse che è da sempre innamorata di lui.


Segue "Magnifica ossessione" con un'altra attrice affermata, Jane Wyman, che ritrova anche in un altro film drammatico: "Secondo amore", che vede la storia tra lui, giovane di animo sensibile e semplice e lei, più matura e vedova, con due figli grandi e per questo il loro amore e' mal visto dall'opinione pubblica di quel tempo e dai figli della donna.
Il ruolo da bel tenebroso, ma qui ambizioso, anche se sempre di buoni sentimenti, lo segue in "Casa da gioco", dove ritrova Julie Adams nel ruolo della viziata e capricciosa figlia di papà, pronta a calpestare il prossimo pur di ottenere ciò che vuole e Anne Baxter nella parte della protagonista femminile, la dolce Tessie.


Nella vita privata, però, malgrado la via del successo si stia aprendo, Rock è ricattato dalla stampa, che inizia a sospettare la sua omosessualità.
I produttori riescono a mettere tutto a tacere, obbligando Rock ad un matrimonio con la sua segretaria.
Lui confida agli amici più cari la propria frustrazione.
Eppure, davanti al pubblico, il giovane deve apparire ed essere come lo sciupafemmine, il maschio che non deve chiedere mai! Perché è questa l'immagine che l'America si è fatta del bellissimo Rock Hudson.


Arrivano ruoli ancora più di spessore, come quello nel tragico: "Addio alle armi", affiancato da Jennifer Jones e nel kolossal: "Il gigante", accanto a quella che sarà una delle sue più grandi amiche, Elizabeth Taylor. E al fianco dello sfortunato James Dean.
Riaffianchera' la bellissima Liz in "Assassinio allo specchio" dal giallo di Agatha Christie. Dove appare anche Kim Novak, Geraldine Chaplin, Tony Curtis e Angela Lansbury nel ruolo di miss Jane Marple.


La linea di demarcazione tra le parti drammatiche e le commedie arriva con "Il letto racconta", dove conosce due che saranno pure suoi amici: Doris Day e Tony Randall.
Rock, inizialmente, è reticente ad accettare un ruolo in un film con riferimenti abbastanza espliciti e a doppio senso, ma alla fine cede. E si rivela un successo, tanto che lo stesso trio viene riproposto per altre due commedie buffe e stravaganti: "Amore ritorna" e "Non mandarmi fiori", tratto quest'ultimo da una sitcom teatrale.


In privato, il matrimonio con Phillis Gates, la segretaria, ovviamente naufraga e la stampa torna alla carica.
Gli amici di Rock parlano di un suo tic: strofinarsi il pollice della mano con l'indice, tanto da provocarsi un solco e viene definito come la sindrome dell'omosessualità repressa.
Intanto lui gira altre commedie, stavolta accanto a Gina Lollobrigida. Prima in "Torna a settembre"e poi in "Strani compagni di letto", dove lo affianca nel ruolo dell'amico e confidente complice l'attore Gig Young.
Dopo di che la sua carriera subisce un tracollo. Lui inizia a frequentare brutte compagnie che lo portano un po' all'alcolismo e il suo fisico ne risente.
Chiudendo i rapporti con questi, ritorna a lavorare, ma per la televisione, con una serie poliziesca, e non più per il cinema, ma la sua omosessualità è ormai il segreto di Pulcinella. È lui che conia il termine "coming out", quando, rispondendo ad un'intervista, dichiara:- Io sono gay da quando sono venuto fuori!-. Immagine filosofica che sta a indicare "fuori dal ventre materno".


Io non comprendo tutte queste grane. Oltre al fatto che pure Montgomery Clift era gay e non gli hanno fatto tutto sto processo!
Sembra che la figura di Rock diventi scomoda e riescono a combinare un incontro tra lui ed un uomo, che, guarda caso, dopo pochi mesi gli scrive dicendo di essere sieropositivo all'AIDS.
La tragedia si abbatte sul povero Rock, che viene due volte pregiudicato dall'opinione pubblica, per cui questa malattia ancora si contraeva con un semplice bacio. C'era quindi molta ignoranza all'epoca.
In poco tempo, la bellezza di Rock viene consumata da questo terribile morbo ed è commovente una sua immagine con Doris Day che lo abbraccia.


Muore a Beverly Hills il 2 ottobre 1985, poco prima di compiere 60 anni. Detiene purtroppo il triste record del primo personaggio pubblico a venire ucciso dall'AIDS.
Per la sua migliore amica, Liz Taylor, è un duro colpo e subito si attiva nella beneficenza per cercare delle cure contro questa bruttissima e infida malattia.


Vittima per tutta la vita di ogni genere di soprusi, Rock Hudson riusciva a conservare il meglio di sé per il prossimo, che lo ha sempre definito un uomo solare e divertente, gentile e affabile. E per il suo pubblico, quello intelligente, che lo ama ancora oggi.





domenica 25 marzo 2018

Susan Hayward

Susan Hayward


Una delle rosse del cinema. La sua chioma fulva fu celebre come quella di Rita Hayworth e di Maureen O'Hara. E come sarà quella di Julia Roberts.


Splendida attrice dalla bellezza raffinata ed elegante, Susan Hayward è una delle preferite della mia mamma.
Di origini svedesi, nasce come Edythe Marrenner a New York il 30 giugno del 1917. Fin da piccola è odiata dalla madre.
Viene subito notata come modella e poi  il regista George Cukor le dà la possibilità di partecipare al provino per interpretare proprio un'eroina dalle origini irlandesi, con quella bella chioma fulva: Rossella O'Hara nel film che prese poi la regia di Victor Fleming: "Via col vento".
Tuttavia, le viene preferita un'attrice inglese, Vivien Leigh. 
Non è questo, però, a fermare Susan, che ha la sua occasione nella parte della cugina e migliore amica di Paulette Goddard (una delle mogli di Charlie Chaplin) sempre in in film in costume: "Vento selvaggio". Nella pellicola figura anche una futura leggenda dei western, un giovane John Wayne e un altro che sarà un giorno il pericoloso marito di Grace Kelly ne "Il delitto perfetto", cioè un aitante Ray Milland.
Susan non ha una grande parte, anche perché muore dopo quasi tre quarti d'ora di film, ma ha una stoffa rara della parte drammatica e tragica, restando sempre elegante e non rovinando nel patetico.


Questa ragazza è destinata a fare cose grandi e, malgrado la sua vita sentimentale sia assai difficile e sfortunata, la sua carriera decolla.
Ha il ruolo principale nel film "Davide e Betsabea" con Gregory Peck.


Interpreta quella che divenne il grande amore di Ernest Hemingway, accanto sempre a Gregory Peck in questo ruolo ne "Le nevi del Kilimanjaro" dove appare anche una giovane Ava Gardner.
Un bellissimo ruolo e' anche quello a fianco di Robert Mitchum in "Tempeste sul Congo", dove interpreta una dottoressa che salva la vita al figlio di un capo tribù.




Si distingue anche con un personaggio cattivo, quando interpreta il ruolo di Messalina ne "I gladiatori", accanto a Victor Mature. Film in cui appare anche Richard Egan in una parte negativa.



Riveste nuovamente un ruolo romantico e di eroina forte e quasi epica in "Carovana verso sud" accanto a un bellissimo Tyron Power e di nuovo Richard Egan ad interpretare il cattivo.



Arriviamo ad uno dei strappalacrime passato alla storia accanto ad un altro bello: John Gavin ne "Il sentiero degli amanti". Storia d'amore tra lei, una giovane stilista, e un uomo sposato ad una donna egoista ed aggressiva che porterà se stessa e lui alla morte in un incidente pur di non cederlo ad un'altra.


Susan muore, purtroppo, ancora giovane per un tumore al cervello, il 14 marzo del 1975, ad appena 57 anni.


Premio Oscar, vincitrice di Golden Globe e David di Donatello, Susan Hayward rimane una delle attrici drammatiche più grandi e una delle donne più belle ed eleganti che Hollywood vanta.
















venerdì 23 marzo 2018

Bobby Darin

Bobby Darin


Walden Robert Cassotto nasce da una famiglia di origini italiane nel Bronx, a New York il 14 maggio del 1936.
Fin da bambino gli diagnosticano una malattia congenita cardiaca e gli prevedono una vita breve, addirittura che non sarebbe cresciuto.
Ma Robert ama la musica ed è forse questa forza motrice che lo sprona a vivere e gli dà la forza di volontà giusta per farsi conoscere come cantante. Solo che adotta un nome d'arte. Robert si restringe a Bobby e trova il giusto cognome inglese da un'insegna...cinese. Dalla parola Mandarin, infatti, mezza bruciata riesce a leggere Darin. Da lì Bobby Darin.


La sua fama di cantante si miete con successi swing, jazz e poi anche pop, con pezzi famosi come "Dreamlover" e "Beyond the sea" . Proprio da questa canzone Kevin Spacey gli ha dedicato un film con il medesimo titolo, dirigendolo e interpretandolo proprio nel ruolo di Bobby. 
Parla così del suo primo incontro con Sandra Dee sul set di "Torna a settembre", che lo vede esordire come attore e dove cura la colonna sonora, cantando anche la vivace "Multiplication".


Sposa, quindi, Sandra e Kevin Spacey addirittura descrive la loro prima notte di nozze come qualcosa di poetico. Lei che si chiude nel ripostiglio, sopraffatta dai traumi degli abusi subiti. Dunque, lui prende una spada, che aveva appesa al muro e la rassicura raccontandole di quando sir Lancillotto aveva accompagnato la futura regina Ginevra a conoscere re Artù. Trovandosi a dover dormire insieme nel bosco, il cavaliere aveva posto la spada in mezzo a loro, cosicché lei si sarebbe sentita al sicuro. 
Bobby, nel film di Spacey, fa la stessa cosa con Sandra, dando a lei piena libertà di rimuoverla quando si sarebbe sentita tranquilla.


Bobby si distingue per ruoli anche seri, in western come "Sparatorie a Abilene" e un ruolo drammatico accanto a Gregory Peck, Tony Curtis e Angie Dickinson in "Capitan Newman", dove interpreta un soldato traumatizzato dalle brutture della guerra.



La sua vita viene sconvolta dalla scoperta che quella credeva essere sua madre in realtà è sua nonna. Di conseguenza, scopre che la sua sorella maggiore è la sua vera madre. Quasi come uno di quei film che facevano commuovere a quei tempi.
Quindi, il matrimonio con Sandra Dee volge al termine, ma, nonostante lui si risposerà, lei rimane sempre sua amica.


Si attiva per i diritti dei comici di colore discriminati per la pelle e a favore della campagna per Robert Kennedy. Quando questo verrà assassinato, Bobby Darin ne sarà profondamente segnato, tanto da ritirarsi e chiudersi in una sorta di crisi mistica, vivendo separato dal mondo.



La sua salute va peggiorando, il cuore che lo fa vivere con una spada di Damocle sulla testa dacché è nato lo porta ad una lenta setticemia.
Morirà nel 1973, a soli 37 anni. Al suo capezzale il suo primo amore e la sua cara amica Sandra Dee.
Nel film di Kevin Spacey è commovente. 


Sono contenta che sia stato reso omaggio a questo artista che spesso viene dimenticato. O poco conosciuto, forse perché morto così giovane, ma che merita un posto tra le mie stelle per la sua completezza e quell'espressione scanzonata e di adorabile canaglia che sarà sempre "Oltre il mare". Su in Cielo!

giovedì 22 marzo 2018

Sandra Dee

Sandra Dee


"Look at me, I'm Sandra Dee" ("Guardatemi, sono Sandra Dee") è come Stockard Channing nei panni di Rizzo, in "Grease" prende in giro Olivia Newton - John in quelli di Sandy, per darle della verginella frigida. Ed è una canzone che ci viene spontaneo canticchiare quando pensiamo a questa fantastica attrice degli anni '50-'60. Ma non certo con l'intenzione di Rizzo.
Bionda, occhi neri e viso da bambola di porcellana, Sandra Dee resta uno dei miei miti, come Romy Schneider, una sorta di amica d'infanzia.

Alexandra Cymboliak Zuck, in arte Sandra Dee, nasce nel New Jersey il 23 aprile del 1942, da una famiglia di origini ucraine.
I suoi divorziano quando lei era piccola e la madre si risposa con un uomo che vedeva nelle due le "sue sposine". Infatti abusa della giovanissima Alexandra per diverso tempo, con la moglie nella stessa stanza e senza che questa muova un dito per impedirlo.
A pensare a ciò viene da piangere per l'atrocità. Malgrado tutto, Sandra Dee fece di sua madre in pratica la sua manager.


Inizia come modella, per poi approdare a Hollywood con un ruolo in "Come sposare una figlia" accanto a Rex Harrison e Kay Kendall. Subito dopo, un film cult che la iconizza: "Scandalo al sole" al fianco del bellissimo Troy Donahue e di tre star affermate come Richard Egan, Dorothy McGuire e Arthur Kennedy. Con la magnifica colonna sonora di Max Steiner (compositore dei temi musicali di quasi tutti i film dell'epoca, tra cui pure quelli di Sissi).



Interpreta poi piccoli ruoli, tipo "Ritratto in nero" thriller accanto a Anthony Quinn e Lana Turner, con la quale lavora anche nel tragico "Lo specchio della vita".


L'incontro con l'uomo della sua vita accade però sul set di "Torna a settembre": il cantante swing Bobby Darin, che si cimenta come attore per la prima volta. All'inizio non è propriamente amore per lei, che lo vede come un po' uno scapestrato. Poi, però, vuoi la location in Italia, sul lago Maggiore, dove il film è ambientato, vuoi che lui ce la mette davvero tutta per conquistare la bella Sandra, dedicandole anche la famosa canzone " Beyond the sea", lei se ne innamora perdutamente. Lo sposa, infatti, a dispetto di sua madre che la vorrebbe vedere invece con Rock Hudson, suo partner pure nel film con Gina Lollobrigida.


La coppia ha un figlio, Dodd e lei fa altri due film "Dimmi la verità" accanto a John Gavin (già conosciuto sul set de "Lo specchio della vita" e che ritroverà in "Giulietta e Romanoff" di Peter Ustinov) e "Il sole nella stanza" accanto a Peter Fonda, figlio del grande Henry. In entrambi c'è anche Beaulah Bondi e fa parte della saga di "Tammy". Il primo capitolo era stato interpretato da Debbie Reynolds.


Recita accanto a suo marito in "Quello strano sentimento" con anche un divertentissimo Donald O'Connor (per chi non lo sapesse è l'amico di Francis, il mulo parlante) e "Una sposa per due" accanto a Micheline Presle, attrice francese accreditata. Malgrado io le reputi due commedie molto gradevoli, ai tempi ebbero poco successo.


Recita poi accanto al grande Maurice Chevalier in "Vorrei non essere ricca", commedia brillante basata sugli equivoci, come di moda a quei tempi. Cynthia Dulaine, ricca ereditiera, per accontentare il nonno che crede sul letto di morte (ma che in realtà è sano come un pesce, ma vuole assodare di lasciare l'adorata nipote nelle mani di un buon marito) crea una situazione esilarante tra il suo vero fidanzato e un chimico industriale.


Fin quando il suo matrimonio con Bobby Darin non fallisce. Lui è sempre impegnato con spettacoli e lei si rifugia sempre più negli antidepressivi.
Malgrado ciò, tra loro rimane un rapporto d'affetto e amicizia, tant'è che Sandra gli resterà accanto come amica fino alla morte che coglierà Bobby non ancora quarantenne per setticemia, essendo lui malato da sempre di cuore.
Lei non si sposerà mai più e credo che Bobby Darin sia davvero stato l'amore della sua vita, colui che l'ha guarita dai suoi traumi giovanili.


Col passare degli anni, la bellissima Sandra viene un po' soppiantata dalle maggiorate stile Marilyn Monroe o Jane Mansfield.
Lei comparirà sempre meno, anche perché vuole che il pubblico la ricordi come la giovane Molly di "Scandalo al sole" o  la tanto vulcanica quanto ingenua "Tammy", che nella versione italiana e' tradotta col nome de "La sonnambula" di Donizetti: Amina.
Il mitico Paolo Limiti riuscirà ad intervistarla qui in Italia, facendola rincontrare con Gina Lollobrigida, nel ricordare "Torna a settembre" e rendere omaggio ai due protagonisti maschili ormai scomparsi da molti anni: Rock Hudson e Bobby Darin.
Gli occhi di Sandra si illuminano quando parla del suo ex marito e fa pensare quanto il ricordo la emozioni ancora. Ed è una bellissima signora come la conosciamo, mi ero commossa ad assistere a questo evento.
È l'ultima volta che la vedremo.



Si spegnerà per un blocco renale a 62 anni nel 2005 ed è il figlio Dodd a darne il triste annuncio.
Io ricordo di aver pianto di rammarico perché si spegneva un altro pezzo della mia infanzia.
"Guardatemi, sono Sandra Dee"... Grazie, ne sono molto onorata!