domenica 26 luglio 2020

Lauren Bacall

Lauren Bacall


L'idea iniziale era di parlarne in seguito. Tuttavia, non potevo separare Lauren da Humphrey!


Anche lei newyorkese, del 16 settembre 1924, ma nata come Betty Joan Perske.
Inizia la sua carriera artistica come Lauren Bacall come modella. Ed esordisce come attrice proprio accanto a colui che in principio è tanto sfacciato da proporle un lancio al successo in cambio di "favori particolari", ma che diventa il suo grande amore. Il film è "Acque del Sud".



Forse anche lei ha, come me, interpretato questo come un test: sei una ragazza facile, disposta a tutto pur di diventare una star? Quindi, da una notte e via? Oppure, una ragazza seria che, pur desiderando sfondare nel cinema, hai i tuoi saldi e morali principi di integrità?! Quindi, la donna che Humphrey Bogart cercava?! Beh, direi che al no sdegnato e secco (non ricordo bene, ma si racconta ci sia stata anche una bella sberla) che Lauren ha esternato a questo famoso attore, lui abbia davvero perso la testa per lei.
E son fiori d'arancio.


Mi correggo sul numero di figli insieme: sono due. E il primo viene battezzato col nome dell'uomo che all'epoca diede al grande Humphrey, in quel periodo un attore esordiente, un'importante occasione: Leslie Howard ...Bogart. E Lauren credo sia stata d'accordo.


Sguardo felino della fame fatale, Lauren Bacall è perfetta per questo ruolo. Tant'è che viene scelta accanto a Charles Boyer e Peter Lorre ne"L'agente confidenziale". Lei è la classica ragazza di buona famiglia, a Londra, che si ritrova coinvolta dalle vicessitudini di un aitante delegato spagnolo.


Riaffianca suo marito, tra gli altri, ne "La fuga", accanto anche alla straordinaria Agnes Moorhead.


Entrambi incalliti fumatori, questo ha fatto sì che avessero tutti e due una voce piuttosto gutturale. Ma, purtroppo, pure che Humphrey muoia di un brutto male. E per Lauren Bacall è una vera e propria tragedia.


Trascorrono anni prima che lei esca dalla depressione e ritorni in scena. E lo fa con una commedia piuttosto strampalata, ma classica: "Come sposare un milionario". Accanto a lei il mito del momento, Marilyn Monroe e un'altra pin-up, Betty Grable. Con la partecipazione di William Powell. Parla di queste tre amiche che hanno un unico scopo nella vita: farsi sposare dall'uomo più ricco che ci sia e fare le gran signore. Alla fine, l'unica che riuscirà sarà proprio lei, Lauren, qui Shatze Page, perché le altre due sposano un guardaboschi e uno spiantato, pieno di debiti. Shatze crederà anche lei di aver alla fine ceduto all'amore per un semplice benzinaio. Ma questo invece è figlio di un milionario, che voleva solo mettere alla prova i sentimenti di lei.


Lauren si risposa con l'attore Jason Robards e interpreta altri film. Tra cui uno piuttosto deprimente intitolato "Come le foglie nel vento", al fianco di un giovane Rock Hudson e Dorothy Malone.


Entra nel cast dell' "Assassinio sull'Orient Express", dal giallo di Agatha Christie, accanto ad un cast mitico: Ingrid Bergman, Richard Withmark, Olivia Hussey, Sean Connery.


È la madre di Barbra Streisand ne "L'amore ha due facce", accanto anche a Jeff Bridges.
Ed è la simpatica ed elegante nonna di Ethan Randall e Thora Birch (all'epoca bambini, ora abbastanza attori affermati in America) in una commedia natalizia "Caro Babbo Natale". Dove fa un piccolo cammeo la zia Assunta de "La tata", Renée Taylor. E Leslie Nielsen nei panni proprio di Babbo Natale.




Lauren ci lascia quasi in contemporanea con Robin Williams, in due giorni due grandissimi artisti, ad agosto 2014. Lei il 12. Quasi novantenne, nello Stato della sua New York.



Attrice che viene forse quasi sempre associata come moglie di Humphrey Bogart; tuttavia, ho voluto dedicarle questa pagina, per farla conoscere come Lauren Bacall. E non solo come Lauren Bogart. Pure un'artista con la A maiuscola. Io l'ho vista da quando era più anziana per poi percorrere la sua carriera all'indietro. Ed è stata ampia, io ne ho dato davvero un assaggio.
Anche se ciò non toglie che quella con il suo Humphrey sia stata una grande storia d'amore. E che lei, quel 12 agosto del 2014, gli sia corsa incontro.

domenica 19 luglio 2020

Humphrey Bogart

Humphrey Bogart



Arriviamo, quindi, al: "Io sono leggenda!"... Un mito di nome Humphrey Bogart!


Nato a New York il giorno di Natale del 1899, a ridosso pure del ventesimo secolo, quindi, col nome di Humphrey DeForest Bogart, il nostro eroe viene subito notato da Leslie Howard per interpretare il fuorilegge ne "La foresta pietrificata", accanto allo stesso attore inglese e ad una giovanissima futura leggenda del dramma: Bette Davis. 
Forse quell'espressione da duro, un po' del ribelle coi guanti bianchi hanno fatto sì che Bogart avesse la parte di un evaso che si intrufola in questa piccola stazione di servizio in mezzo al deserto e a fianco di una foresta di rocce, tenendo sotto scacco tutti i presenti. Compresa Bette Davis, la giovane proprietaria dell'area di servizio e Leslie Howard, un affascinante avventore, che con i suoi ideali di sognatore ha fatto colpo sulla ragazza.



Ma con Bette Davis nasce una stimata intesa, tant'è che lavorano di nuovo insieme nel tristissimo "Tramonto", dove Bogart non ha un ruolo principale, ma quello del suo fedele stalliere, da sempre con un debole per lei, giovane ragazza ricca, che ha scoperto di avere un tumore cerebrale incurabile; ma la donna è innamorata dell'oncologo che aveva cercato di guarirla con un intervento non riuscito. 



I due stanno così bene insieme, che si ritrovano ne "Le cinque schiave", dove finalmente Humphrey ha il ruolo del protagonista maschile, un commissario di polizia che indaga su un malfattore, il quale ha un locale di entreneuse. Tra esse c'è la nostra Bette, insieme ad altre quattro ragazze, tenute soggiogate in quello che oggi chiameremmo uno schiavismo del sesso. Tuttavia, tra i due, il poliziotto e la povera sfruttata, nasce del tenero, anche se fino alla fine del film lascia ad immaginazione del pubblico se tra loro ci sarà o meno una storia.


Ed ecco che siamo al cult, in un lounge in Marocco "Rick's Cafè Americaine". La città è "Casablanca".
Humphrey ha appunto il volto dell'imprenditore Rick, in questa località dove i profughi della seconda grande guerra attendono il passi per emigrare in America. E qui incontra il suo vecchio amore, Ilsa (la meravigliosa Ingrid Bergman), che lo aveva tanto deluso anni prima a Parigi, dandogli buca alla promessa di fuga insieme. Questo perché la bella norvegese Ilsa é sposata con l'idealista cecoslovacco Victor Lazlo (l'affascinante Paul Henreid), ricercato dalla Gestapo (di cui lì a Casablanca il comandante è interpretato dal mitico attore tedesco Conrad Veidt, di cui parlerò in seguito). E non dimentichiamo l'importante partecipazione del britannico Claude Rains, qui nei panni del capo della polizia francese Louis Renault. E un cammeo: Peter Lorre.
Film stupendo, anche se il finale non è così scontato.



Dopo un primo matrimonio, Humphrey Bogart conosce colei che sarà la donna della sua vita. Una giovanissima e bella attrice dagli occhi da gatta, ma l'aria fresca e sbarazzina: Lauren Bacall.
Il film galeotto è "Acque del Sud". Ed è subito amore appena lui le propone di aiutarla nella carriera, in cambio di... starci! Ma lei rifiuta secca. Basta, Humphrey ha perso la testa per questa giovane! E forse con questa "proposta indecente", ha voluto metterla alla prova se poteva davvero essere il suo grande amore! Ed è stato così! Malgrado la differenza di età. I due avranno un figlio.





Humphrey Bogart, però, non riesce a tenere quell'aria un po' burbera lontano dai ruoli di fuorilegge.
Anche se in "Nebbie", dove ritrova l'imponente attore Sydney Greenstreet, già conosciuto nella dark story "Il mistero del falco" e in "Casablanca", Bogart è il protagonista controverso di un crimine passionale. Lui, Dick, esasperato dal matrimonio con l'impossibile Katherine, arriva ad ucciderla con quasi il delitto perfetto. Questo anche per avere campo libero con la giovane cognata Evelyn, la sorella minore di  sua moglie (l'attrice Alexis Smith) della quale è innamorato da diversi anni. 


Tuttavia...il crimine, anche se in un certo senso indotto, non paga.


Lavora con sua moglie in altre pellicole, tra cui "La fuga". Narra di lui, evaso di prigione, per dimostrare la sua innocenza nell'omicidio della moglie e, in tutto il primo tempo, non lo si vede in faccia. Si osserva il mondo dalla sua visuale (tecnica di ripresa adottata sin d'ora solo nel thriller "C'è una donna nel lago" di e con Robert Montgomery). E capisci il motivo, perché quando questo diventa Humphrey Bogart attraverso una plastica facciale, si inizia a conoscere veramente il protagonista. Aiutato in tutto questo da una giovane di cui si innamora (Lauren Bacall, ovviamente). Scopre infine la vera colpevole nella migliore amica della moglie assassinata. Questa è sempre stata innamorata di lui e aveva voluto togliere di mezzo l'ostacolo. Ed è interpretata dalla magnifica Agnes Moorhead (la strega Endora di Samantha).
Alla fine, l'uomo non riuscirà nel suo intento e sarà costretto a fuggire in Perù. Verrà raggiunto dalla Bacall. E in quel frangente la guarda con uno sguardo davvero accecato d'amore da essere proprio affascinante.



Lo troviamo, quindi, in "Sabrina", al fianco di Audrey Hepburn e William Holden.



Veste i panni del collerico e del violento accanto a Gloria Grahame (unica pellicola dove ho visto questa bionda attrice con la parte dell'eroina, dato che solitamente interpreta la dark lady, la cattiva ragazza) ne "Il diritto di uccidere", dove lui, scrittore, inizia una relazione con lei, sua vicina di casa. Ma si lascia spesso andare in pericolosi attacchi d'ira e di gelosia. Cosicché, alla fine, fa un'unica cosa buona per lei: la lascia libera.


Per essere un capitano quasi ai livelli di Blight del Bounty nel film "L'ammutinamento del Caine" dove appunto lui è un capitano pazzo e crudele, con la fissazione di giocare con delle biglie in mano in maniera maniacale. Accanto a lui Van Johnson e Fred McMurray.



Gina Lollobrigida lo ha definito, malgrado la sua aria da "uomo che non deve chiedere mai", una persona galante, divertente, gentile e professionale. Innamoratissimo della moglie. E questo lo ha potuto appurare sul set de "Il tesoro d'Africa". Dove pure Humphrey ricambiò, definendola talmente femminile e sensuale da fare apparire Marylin Monroe una bambina tipo Shirley Temple.



Lui, comunque, rimane in tema del continente nero al fianco di un'altra Hepburn, Katherine. Il film è "La regina d'Africa".


Si dice che tra la Hepburn e Lauren Bacall sia nata anche un'amicizia, malgrado tra suo marito e Katherine si fosse instaurata una forte intesa.



Quindi, lo vediamo in Italia, ne "La contessa scalza", accanto ad Ava Gardner e Rossano Brazzi.



Quando arriva il momento in cui il grande Humphrey, l'uomo che pareva essere imbattibile, si spegne. Per sua moglie Lauren è uno shock dal quale faticherà a riprendersi. È il 14 gennaio 1957.



Quell'espressione un po'burbera, con la sigaretta perennemente in bocca come quasi suo segno distintivo, aveva fatto sì che mio padre non amasse tanto questo attore. Io, invece, ho imparato ad apprezzarlo, vedendo in lui il duro dal cuore tenero. Praticamente il John Wayne dei noir, Humphrey Bogart è e rimane un'icona, un simbolo per chi parla di cinema. Quel duro dall'animo gentile!

domenica 28 giugno 2020

Maureen O'Hara

Maureen O'Hara



Dopo tanti artisti britannici, ecco una splendida attrice irlandese. Una delle prime ad aver interpretato Esmeralda ne "Il gobbo di Notre-Dame", Maureen O'Hara fa parte della squadra delle rosse di Hollywood. Oltre che avere un'apprezzata voce di cantante lirica.



Irlandese doc di Dublino, essendoci nata il 17 agosto 1920, Maureen FitzSimons prende il cognome della mitica eroina di Margareth Mitchell, O'Hara. E la possiamo vedere come una splendida zingara Esmeralda in "Notre-Dame" accanto a Charles Laughton nei panni del gobbo Quasimodo.


E con l'attore inglese lavorerà anche in "Questa terra è mia" (in cui c'è pure l'elegante George Sanders), dove Charles di nuovo interpreta colui che è da sempre innamorato di lei, sua collega insegnante di una scuola elementare di una cittadina francese invasa dai nazisti. E Maureen ribadirà di essersi sempre trovata bene a lavorare con Charles Laughton. Come tesserà sempre le lodi di un mito del cinema che sarà suo grande amico: John Wayne. E lo incontra per la prima volta in "Un uomo tranquillo".


E con Wayne recita in diversi film. Dove, per primo in questo, Maureen non manca di rimarcare la sua amata e bellissima natia Irlanda.
Infatti, interpreta una giovane donna che sposa un americano, John Wayne, dovendo far adattare lui ai rigidi canoni di corteggiamento irlandesi, molto severi e casti. E doversi adattare lei, dal carattere piuttosto ribelle, alla vita di moglie.



Facciamo, però, un passo indietro. Prima di rendere fieramente celebre le sue origini celtiche, la troviamo nel ruolo di una nobildonna spagnola in "Nel mare dei Caraibi", che è promessa sposa al governatore delle isole caraibiche. Ma la sua nave viene intercettata dall'affascinante corsaro Barracuda, interpretato dal bellissimo Paul Henreid, il quale, per dare una lezione a lei, che si dimostra snob e al vecchio e crudele governatore, con cui aveva un oltraggioso conto in sospeso, la obbliga a sposare lui per portarla via all'altro. Rispettando però la sua virtù di fanciulla.



Sembrava perfetta anche lei per una Rossella O'Hara, con la cascata di capelli fulvi e gli occhi verde smeraldo. Ma la sua personalità vivace traspare bene in altri ruoli.



Uno di questi è quello di Maggie McKendrick, mamma di due irrequiete gemelle, Sharon e Susan. Sto parlando di "Un cowboy col velo da sposa" e anche Maureen O'Hara si consacra nel cinema Disney con questo classico con una allora giovanissima Hayley Mills e il "cowboy" Brian Keith. E dove compare la buffa Una Merkel nei panni della governante Verbena e Leo Carroll del reverendo Mosby.



Film da cui hanno tratto il remake col titolo originale "Parents Trap- Genitori in trappola", con la meravigliosa e compianta Natasha Richardson,  nella parte della mamma, qui l'inglese Elizabeth James (ognuno con le proprie origini, dopotutto), l'affascinante Dennis Quaid in quello del papà cowboy e Lindsay Lohan, ai tempi ancora bambina e agli esordi, nel doppio ruolo delle gemelle Annie e Hally.
Ma Maureen O'Hara è davvero esilarante, col doppiaggio italiano della grande Rosetta Calavetta, sua doppiatrice quasi fissa. E voce tra le altre di Lana Turner, Ava Gardner e Doris Day.



Come anticipato, lavora ancora col suo amico John Wayne in altre pellicole, tra cui  il western "McLintoch".



Si può trovare Maureen anche accanto a James Stewart, tipo in "Rancho Bravo", dove, a fatica, si può riconoscere un qui assai barbuto Brian Keith, nuovamente al fianco dell'attrice.
E poi, sempre con Stewart, in "Mister Hobbs va in vacanza".


Anche lei invecchia con stile e bellezza, perché la possiamo trovare una bellissima ottantenne madre del pure compianto John Candy in "Cara mamma, mi sposo", dove lui, mammone incallito ed apprensivo a livelli patologici nei confronti dell'anziana donna, conosce finalmente la sua anima gemella, interpretata dall'attrice Ally Sheedy.


Infine, una delle sue ultime apparizioni è nel commovente "The last dance"accanto ad Eric Stoltz e Trini Alvarado. Dove la donna è una nonnina sola che viene praticamente "adottata" da una famiglia e li allieta dei racconti del suo vecchio amore perduto ai tempi della grande guerra. Fino al momento in cui lei riuscirà a raggiungerlo. Ed è commovente la scena dove lei si spegne nel letto di ospedale e arriva lo spirito di lui, in alta uniforme, a prenderla, porgendole la mano. La donna torna pure ragazza e danzano assieme verso l'aldilà. Quanto ho pianto!



Maureen O'Hara ci lascia a Boise, Idaho, il 24 ottobre 2015, entrando nel Guinness degli artisti più longevi per essere giunta alla bellezza di 95 anni.


Una Virna Lisi irlandese per essere rimasta splendida in tutte le sue primavere, Maureen O'Hara sarà sempre tra le più belle e tra le migliori interpreti che possiamo conoscere. Io personalmente l'ho vista per prima come attrice disneyana, dove mi ha sempre divertito molto, ma ho potuto apprendere che lei sapeva pure passare dal buffo al dramma con vivace e disarmante maestria; fantastica abilità, con quel vulcanico cipiglio irlandese da renderla in pratica unica nel suo genere.



mercoledì 24 giugno 2020

Ray Milland

Ray Milland


Forse viene ricordato principalmente come il perfido marito calcolatore di Grace Kelly ne "Il delitto perfetto", ma l'affascinante Ray Milland ha dato il volto anche a molti romantici eroi coraggiosi e divertenti.


Ray Milland, nome d'arte di Alfred Reginald Jones, nasce in Galles (Regno Unito), a Neath, il 3 gennaio 1907. E vanta anche lui una sola moglie per tutta la vita.



Lo possiamo trovare negli anni '40 in un film avventuroso, "Vento selvaggio", accanto a una delle signore Chaplin, la bellissima Paulette Goddard. Dove Ray ricopre il ruolo di Steve Toliver, l'avvocato di un rinomato cantiere navale americano, che si innamora di una ragazza benestante del Keywest, in Florida, piuttosto ribelle e... maschiaccio, di nome Roxy. La quale, però, è innamorata di un capitano accusato di sabotare volontariamente le navi della compagnia per truffare l'assicurazione. Tale Jack Stuart, che ha il volto di una futura leggenda del cinema, specialmente western. Sto parlando di un assai giovane John Wayne.



Ovviamente, il buono è Steve, che farà di tutto per conquistare la bella Roxy, anche splendidi siparietti col suo cagnolino Romolo, dandogli voce come una sorta di... ventriloquo....per interpretare i suoi "pensieri di cane".



Compare una giovanissima Susan Hayward nella parte di Drusilla, l'affezionata cugina di Roxy.


Ma con Paulette Goddard Ray Milland lavorerà ancora.


Troviamo, comunque, l'attraente Ray Milland in un ruolo da cattivo in "Amarti è la mia dannazione", accanto all'attrice inglese Ann Todd. Dove lui, criminale, travia lei, vedova puritana.




Quindi, lo troviamo prima in una sorta di inquietante horror sui fantasmi ne "La casa sulla scogliera" e poi in un thriller intitolato "Il prigioniero del terrore". Ma come  eroico protagonista.




Ray Milland, tuttavia, sembra saperci fare con gli animali, perché, dopo il cane Romolo, è alle prese con Rabarbaro 'Il gatto milionario", accanto a Jan Sterling, dove loro due, fidanzatini prossimi alle nozze, devono curare e proteggere gli interessi di questo bel micione rosso, al quale il padrone, morendo, ha lasciato il suo impero milionario e tutta la squadra di baseball, di cui era proprietario. Ed è per questo che i parenti dell'anziano signore vorrebbero sbarazzarsi di Rabarbaro. 


Arriviamo, quindi, al sentimentale film drammatico accanto alla splendida Lana Turner "L'indossatrice", dove lui, frustrato per un matrimonio al quale resta attaccato soltanto per umanità verso la moglie paraplegica, s'innamora di questa bionda modella affascinante. Ma il dovere prima di tutto.



Ed ecco che entriamo in quel lussuoso appartamentino londinese, dove Ray Milland diventa Tony Wendice, ex giocatore di tennis, che si è abituato molto bene a vivere della rendita della ricca e bellissima moglie Margot. Tuttavia, perbacco, scopre che lei si è innamorata di un giallista americano, Mark Hallyday. Quindi, il benestante tenore di vita dell'opportunista Tony rischia di essere messo in pericolo. Beh, per lui è molto semplice: assoldare un killer, guarda caso un vecchio compagno di università, un certo Carl Swan, che nel frattempo è diventato un autentico delinquente, per eliminare la dolce Margot, così da ereditare prima che lei decida di piantarlo. Peccato che accade un accidente e l'assassino Swan si trasforma in assassinato. Certo, la povera signora Wendice lo ha fatto per legittima difesa. Ma se Tony facesse invece credere che sua moglie sia una spietata omicida che ha premeditato tutto, perché ricattata??!



Sto parlando di uno dei capolavori di Hitchcock "Il delitto perfetto", con la dolce Margot che ha il volto della bellissima Grace Kelly. E Robert Cummings nel ruolo del romanziere di polizieschi Mark. Oltre che amante di lei.


Troviamo Ray Milland in un paio di episodi di "Colombo", con Peter Falk. In uno nei panni di omicida indagato dal formidabile  e simpatico tenente che tutti amiamo. E il secondo come cammeo. E nel ruolo del padre di Ryan O'Neal nel tristissimo "Love Story".
Ormai è anziano e gli anni si fanno vedere e sentire.



Muore in California il 10 marzo 1986. Dopo aver pubblicato la propria autobiografia e aver perso il suo primogenito 5 anni prima.


Vincitore di un premio Oscar per "Giorni perduti" accanto a Jane Wyman, Ray Milland forse è ricordato soltanto per il ruolo negativo di Tony Wendice. Io ho voluto, però, far sapere alla gente che lui è stato un affascinante, buffo e coraggioso Steve Toliver con Paulette Goddard, il simpatico curatore di un micio straricco, proteggendo proprio anche la sua incolumità. Il disinfestatore di case stregate. L'innamorato dolce e romantico di Lana Turner. E pure un regista. Insomma, Ray Milland è stato tanto di più di un marito calcolatore e opportunista nel film di Hitchcock. È stato un grandissimo artista!